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Con “Sentinelle di pietra” il dramma della guerra rivive in quattro Forti del Trentino

Con “Sentinelle di pietra” il dramma della guerra rivive in quattro Forti del Trentino

"Sentinelle di pietra"
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Venerdì 11 agosto sarà Forte Belvedere ad accogliere nel corso del pomeriggio gli spettatori interessati a vivere un’esperienza teatrale proposta dal gruppo di improvvisazione Ardega di Brescia: “Come queste pietre è il mio pianto”.All’interno del forte gli spettatori, forniti di pastrani militari, coperte e lanterne, saranno coinvolti dagli attori e dai musici nei momenti di attesa dei bombardamenti, si faranno partecipi della logorante paura degli attacchi, in una drammatica alternanza di situazioni e di sentimenti: fatica, sconforto, rabbia e paura, ma anche il conforto di una bevanda calda e la della gioia per l’arrivo della posta. Mentre fuori cadono, assieme alla neve, le bombe del nemico. L’azione teatrale, rivolta a piccoli gruppi di spettatori, sarà proposta a Forte Belvedere tre volte nell’arco del pomeriggio: alle 16.00, alle 17.00 e alle 18.00.

Il giorno seguente, sabato 12 agosto, “Sentinelle di pietra” farà tappa invece a Forte Larino con “Sensazioni Forti. Le pietre raccontano”, un percorso immersivo sensoriale, dinamico e itinerante pensato per i forti della Grande Guerra e realizzato dal gruppo artistico Miscele d’aria. Una partitura di emozioni dove la musica, le parole e i suoni si intrecciano con la regia del movimento di gruppo dei visitatori, accompagnati da una guida/performer. Sensazioni libere, individuali o collettive, stimolate dalla tecnologia che permetterà, attraverso l’utilizzo delle cuffie wireless, di avere per ogni visitatore una percezione propria, non alterata da rumori o distrazioni esterne. Si andrà così alla scoperta del Forte, scrigno di testimonianze, emozioni, suoni, memorie non alterate dal tempo; architetture pensate per proteggere centinaia di soldati. Riaffioreranno dal passato suoni di bombarde, respiri affannosi, grida, canti e parole. L’espressione delle attese e della nostalgia di uomini e ragazzi che hanno vissuto in quel luogo l’esperienza della guerra. L’azione teatrale, rivolta a piccoli gruppi di spettatori, sarà proposta a Forte Larino tre volte nell’arco del pomeriggio: alle 16.00, alle 17.00 e alle 18.00. E’ prevista una replica dell’evento il giorno successivo, domenica 13 agosto, a Forte Pozzacchio in identico orario.

Domenica 13 agosto è in calendario un pomeriggio di spettacolo anche al Forte di Tenna dove alle ore 17.00 la compagnia I Teatri Soffiati proporrà “Due soldati al sole”, un trekking interattivo in cui gli ingredienti principali saranno il teatro, la natura ed eventi specifici della Grande Guerra, in particolare riferiti alla zone limitrofe delle fortificazioni militari e ai loro ambienti. Aneddoti, grandi notizie di cronaca, lettere, le condizioni dei soldati e delle famiglie lontane sono la rete drammaturgica della passeggiata che porterà gli spettatori alla scoperta di uno spaccato lontano della nostra storia. Non mancheranno inaspettati ritrovamenti durante il cammino, buffe gag, musica dal vivo e una vena di consapevole dramma in riferimento al tragico tempo della guerra e alla speranza della pace. Protagonisti dell’azione scenica saranno Giacomo Anderle e Alessio Kogoj.
Seguirà, con inizio alle ore 18.30, un Concerto del Coro Genzianella di Roncogno diretto dal Maestro Andrea Fuoli che offrirà all’ascolto un programma di canti popolari riferiti alla Grande Guerra e al dramma delle persone che su entrambi i fronti ne furono protagonisti, diretti o indiretti. Ecco allora emergere da La mia bela la mi aspeta, proposta nella preziosa armonizzazione di Arturo Benedetti Michelangeli, sentimenti di nostalgia e di speranza; ed ecco la cruda cronaca di una giornata al fronte sul Monte Canino, raccontata dal canto degli Alpini armonizzato da Ferdinando Mingozzi. Dei giovani trentini – i cosiddetti “ragazzi del ‘99” – arruolati nell’esercito austro-ungarico e mandati nel 1917 a combattere in Romania parla Sui monti Scarpazi (arm. Antonio Pedrotti) e non mancherà, nell’armonizzazione di Carlo Deflorian, la struggente Stelutis alpinis, uno dei canti più belli e intensi del repertorio popolare di montagna:«Se tu vens ca su ta' cretis, là che lôr mi àn soterât, al è un splaç plen di stelutis: dal miò sanc 'l è stât bagnât. (Se vieni quassù tra le rocce, dove mi hanno sepolto, c'è uno spiazzo fiorito di stelle alpine: è stato bagnato dal mio sangue.)»

(fl)


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