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Approvato il Piano sanitario provinciale 2016-2020

La Giunta provinciale dell'Alto Adige ha approvato il Piano sanitario 2016.2020. I 3 cardini sono la prevenzione, l’assistenza vicina al domicilio, la rete ospedaliera.

Il distretto sociosanitario è uno degli snodi del nuovo Piano provinciale
Zoomansicht Il distretto sociosanitario è uno degli snodi del nuovo Piano provinciale

"Sicurezza. Assistenza. Qualità": questo il motto del Piano sanitario provinciale 2016-2020 approvato oggi dalla Giunta provinciale. "Il Piano deve essere il nostro manuale guida nell’assistenza sanitaria, offrire sicurezza nell’assistenza alle persone in Alto Adige e sicurezza nella pianificazione al personale specialistico", ha detto l’assessora Martha Stocker dopo la seduta. Insomma una guida strategica per il coordinamento e l’organizzazione dei servizi e delle prestazioni di tutela, di promozione e di recupero della salute. Al "ce l'abbiamo fatta" dell'assessora si è unito il presidente Arno Kompatscher, soddisfatto "per il processo partecipativo e l'ampio consenso anche al di fuori della Giunta provinciale. Abbiamo accolto le osservazioni dove era possibile, ma non ne è uscito un documento annacquato. Di questo ringrazio gli esperti di Provincia e Azienda sanitaria e tutti gli stakeholder." Kompatscher ha parlato di riforma armoniosa e coerente, "che assicura assistenza di qualità e servizi sostenibili anche negli ospedali." 

Risposte alle sfide del futuro 

L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, lo sviluppo della medicina, la mancanza di personale specializzato, le mutate aspettative delle persone e le nuove cornici normative rappresentano le maggiori sfide per l’assistenza sanitaria in Alto Adige. Sfide che si vogliono affrontare attraverso il nuovo Piano: “Delle 98mila persone over 65, tre quarti soffrono di malattie croniche, con trend in aumento: nel 2030 in Alto Adige gli over 65 saranno più di 149mila”, ha ricordato Stocker. L’iter che ha portato al nuovo Piano sanitario, varato in prima battuta dalla Giunta un anno e mezzo fa, ha visto oltre 550 partecipanti alle successive discussioni, audizioni e workshop, dai collaboratori del settore sanitario alle rappresentanze di interesse e parti sociali, dalle organizzazioni dei pazienti ai rappresentanti politici. Le proposte sono pervenute al gruppo di esperti con Wolfgang Bayer, Michaela Moritz e Francesco Longo.  

Assistenza al momento giusto e nel posto giusto  

Obiettivo del Piano sanitario provinciale, che si articola in 17 capitoli, è quello di assicurare le basi organizzative come premessa per un'elevata qualità dell'assistenza futura, che sia sicura, appropriata, interdisciplinare e sostenibile anche sul piano finanziario, "con la garanzia di assistere il paziente al momento giusto nel posto giusto", ha spiegato l’assessora. Al centro del documento ci sono le persone, la tutela e il miglioramento della loro salute.

I 3 cardini del Piano 2016-2020 sono la prevenzione, l’assistenza sul territorio e quindi vicina al domicilio, la rete ospedaliera provinciale per acuti e emergenze. Il nuovo approccio 2si indirizza alla salute della persone, non alla malattia", ha aggiunto Stocker con riferimento al significato della prevenzione, nel senso di una riduzione al minimo del rischio per determinate malattie e della promozione di buone condizioni di salute con misure riguardanti tra l’altro stili di vita, screening, prevenzione incidenti domestici, lavoro, ambiente e salute, sicurezza alimentare.

L’assistenza vicino a casa e domiciliare comprende le misure per un’assistenza orientata al fabbisogno individuale e continua del paziente nelle immediate vicinanze del suo domicilio. In tal senso va rafforzata la rete fra servizi sanitari e sociali sul territorio, la collaborazione dell’assistenza infermieristica domiciliare e integrata con l’assistenza domiciliare, la cura e la riabilitazione specialistiche vicino al domicilio e l’assistenza nelle case di riposo e nelle residenze per anziani.

L’assistenza nella rete ospedaliera provinciale si concretizza in una migliore armonizzazione dell’offerta delle prestazioni sanitarie, fermo restando che quelle dell’assistenza di base (livello minimo di assistenza medica) e quelle per gli acuti saranno offerte in tutte le sedi ospedaliere. Gli ospedali comprensoriali (Merano, Bressanone, Brunico) saranno organizzati secondo il principio "un ospedale, due sedi". Indipendentemente dai dettagli organizzativi, per entrambi gli ospedali in rete (quello di base e quello di comprensorio) valgono standard qualitativi omogenei, un coordinamento delle prestazioni, una rotazione del personale, una compensazione del potenziale operativo fra le due sedi e una gestione unificata con responsabili in entrambe le sedi. Oltre all’assistenza di base, per ciascuna sede ospedaliera si possono stabilire degli ambiti di specializzazione o di riferimento, la cui attribuzione avviene dal punto di vista dell’adeguatezza medica secondo la complessità. I tempi di ricovero abbreviati nella medicina moderna provocano una riduzione dei posti letto per acuti, che viene tuttavia compensata dalla modifica nei posti letto per post acuti, riabilitazione e ricoveri temporanei di transito. Infine Stocker ha ricordato il punto del Piano che conferma l'alto livello dell'Alto Adige nell'assistenza internazionale grazie a convenzioni con strutture sanitarie nel resto d'Italia e nei Paesi germanofoni. "Anche dopo l’approvazione del Piano 2016-2020 l’assistenza sanitaria sarà in costante sviluppo e aggiornamento. Il documento strategico lascia pertanto spazio ad adeguamenti flessibili e nella sua fase di attuazione sarà sottoposto a una verifica continua degli obiettivi prefissati", ha concluso Stocker.

pf


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