Libertà di viaggio

Passaggio libero nell‘Euregio: libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea

Jens Woelk

di Jens Woelk
Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento

Ancora all’inizio degli anni ’90 tornando in Germania dopo la festa del mio matrimonio in Italia ho dovuto dichiarare al confine con l’Austria tutti i regali ricevuti presentando un elenco con indicazione del relativo valore. Per il solo transito attraverso l’Austria (Tirolo) sono stato costretto a depositare una cauzione che mi è stata restituita 100 km dopo, al confine di Kufstein. Le mie lamentele rivolte ai doganieri austriaci per questa procedura complessa e macchinosa venivano commentate da questi ultimi con un sorriso: “Pazienza! Tra non molto anche l’Austria farà parte dell’Unione Europea!”.

Gli Stati si definiscono, in una prospettiva storica, soprattutto attraverso i loro confini che segnano il loro territorio e la giurisdizione di loro competenza; il controllo ai confini è segno visibile della sovranità intesa come esercizio assoluto e esclusivo di potere; allo stesso tempo serve per la protezione della propria economia. Oggi i controlli ai confini, invece, appartengono al passato: la libera circolazione delle persone è diventata una realtà pratica e comoda nel mercato interno dell’UE.

Anche se l’antica utopia dell’abolizione di tutti i confini è rimasta tale perché i confini esistono ancora, non sono più barriere perché si è riuscito a superare le conseguenze pratiche e concrete della separazione fra territori vicini. La base per l’abolizione dei controlli è costituita dall’Accordo di Schengen del 1985 al quale hanno aderito sempre più Stati (le questioni di dettaglio sono disciplinate in un accordo di attuazione del 1990). Dal 1 aprile 1998 non vengono più effettuati controlli al confine fra Germania e Austria e fra Austria e Italia, e quindi anche al Brennero; dal 1 dicembre 2008 non ci sono più controlli ai confini con la Svizzera.

Attraversare i confini senza complicazioni

La libera circolazione delle persone come libertà generale è riservata ai soli cittadini UE. Essi possono viaggiare in altri Stati UE con la sola carta d’identità, mentre cittadini di Stati terzi continuano ad aver bisogno di un passaporto e, talvolta, di un visto. Anche i familiari di un cittadino UE che sono cittadini di uno Stato terzo, ma lo accompagnano o si trasferiscono da lui, godono di principio della stessa libertà di un cittadino UE.

Per l’uso e consumo personale i cittadini UE possono portare a casa merci da tutti gli Stati membri dell’UE senza dover pagare tasse o tariffe doganali o doversi sottoporre a delle formalità; soltanto per sigarette, bevande alcooliche e caffè si applicano dei limiti massimi.

Nella necessità di un trattamento medico nel caso di una malattia o di un incidente durante un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro, i cittadini UE hanno diritto di usufruire delle prime cure, gratuitamente o a prezzi ridotti, nella dimensione in cui il servizio sanitario pubblico dello Stato di provenienze garantirebbe le stesse prestazioni.

Per garantire la sicurezza, nonostante l’abolizione dei controlli ai confini, sono stati aumentati e rafforzati i controlli sia ai confini esterni dell’UE sia quelli agli aeroporti. Accordi bilaterali tra l’Austria, la Germania e l’Italia permettono, inoltre, l’inseguimento transfrontaliero da parte delle forze di polizia la cui cooperazione è stata intensificata anche attraverso la creazione di standard uniformi.

La libera circolazione è parte del concetto più ampio di uno “spazio di libertà, di sicurezza e del diritto” che l’Unione Europea intende realizzare; la libera circolazione comprende pertanto anche ulteriori misure nei confronti di cittadini di Stati terzi, in particolare l’armonizzazione delle politiche di asilo, dei visti e dell’immigrazione nonché nei confronti di profughi e rifugiati.

Ulteriori informazioni:

Foto: Alberti / Ufficio audiovisivo, Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige

Curriculum vitae Jens Woelk

  • Nato nel 1964 a Wattenscheid, Germania; residente a Trento
  • Maturità con punteggio massimo, studio della giurisprudenza a Regensburg, Germania
  • Promozione summa cum laude sul tema: "Konfliktregelung und Kooperation im italienischen und deutschen Verfassungsrecht: Leale collaborazione und Bundestreue im Vergleich" (Composizione di conflitti e cooperazione nel diritto costituzionale italiano e tedesco: leale collaborazione e Bundestreue a confronto)
  • Senior Researcher, Eurac Bolzano
  • Collaboratore scientifico a vita e cattedra in diritto costituzionale comparato, Università degli Studi di Trento
  • Coordinatore del „Joint of Master for Comparative Local Development“ delle Università di Trento, Regensburg, Budapest e Lubljana
  • Docente alla School of International Studies, Università degli Studi di Trento
  • Visiting Professor, Vermont Law School (Stati Uniti)
  • Professore associato di diritto costituzionale comparato presso l'Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza
  • Membro di fondazione Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo
  • Homepage

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