Il Carnevale dei Matoci e il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

La Val di Fiemme è una delle principali valli dolomitiche nel Trentino orientale. Merita una visita, non soltanto perché è delimitata da celebri monti come le Pale di San Martino, ma anche perché tra i suoi 11 paesi si nascondono dei veri gioielli della cultura alpina.
Chi si trova nelle vicinanze attorno al periodo carnevalesco non dovrebbe tralasciare di visitare la Valfloriana durante il sabato grasso. Il „Carnevale Tradizionale di Valfloriana“ - o anche chiamato il „Carnevale dei Matoci“ - è uno dei pochi carnevali arcaici rimasti nell’Arco Alpino. È infatti sopravvissuto nella sua forma storica invece che adeguarsi al modello di spettacolo ultimamente sempre più comune anche nelle nostre valli. 
Il “Carnevale dei Matoci” percorre tutte le piccole frazioni del paese di Valfloriana riproponendo l’antica usanza dei “cortei nuziali” e coinvolgendo la popolazione. Partecipano al Carnevale una serie di figure carnevalesche con costumi multicolori e bellissime maschere in legno di cirmolo dette “Facere”.

Sono da nominare prima di tutto i “Matoci” che aprono il finto corteo nuziale. Ogni Matocio, detto anche Barba, deve superare alcuni ostacoli preparati dalla popolazione delle varie frazioni. Un processo che richiama l’antico sistema di dazi e pedaggi da pagare per passare da un paese all’altro. Segue un vivace scambio di domande e risposte bizzarre e maliziose fra i “Matoci” e gli spettatori, il cosidetto “Contrest”. Un momento particolarmente divertente è anche il controllo dei “documenti casarecci” con i quali i Matoci cercano di ottenere l’accesso alla frazione.
Una volta che tutti i Matoci sono stati accettati dalla popolazione può seguire il resto del corteo - in primis gli “Arlechini”, che danzano in cerchio al suono delle fisarmoniche. La loro danza è un richiamo della primavera e simbolo della fertilità. Con loro arrivano i “bèi” e le “bèle”, invitati allo sposalizio carnevalesco - coppie a ruoli invertiti, con il maschio vestito da femmina e la femmina vestita da maschio.
Il corteo si chiude con i “Paiaci” abbigliati in modo diverso l’uno dall’altro. Il loro compito è far divertire la gente. Al contrario dei Matoci essi sono muti e propongono pantomime satiriche con episodi dalla vita di paese dell’anno passato.
Il corteo è accolto nelle varie frazioni da rinfreschi organizzati dalle associazioni locali. Il “Carnevale Tradizionale di Valfloriana” non è quindi soltanto un’antica usanza, ma anche un importante momento di aggregazione. L’obiettivo del comitato organizzativo del “Carnevale dei Matoci” è di tenere in vita questa tradizione e di trasmettere il suo patrimonio di cultura popolare alle future generazioni.

PALAZZO DELLA MAGNIFICA COMUNITÀ DI FIEMME (dettaglio)

Il Palazzo, con le sue sale e l’esposizione permanente, merita di essere visitato. Delle origini dell’edificio non si hanno notizie certe. La sua costruzione è sicuramente legata al controllo esercitato dal principe vescovo di Trento. Inizialmente soltanto sede di un vicario del principe vescovo dedito alla riscossione delle tasse, divenne poi residenza estiva dagli stessi principi vescovi. In particolare Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo ordinarono interventi di ampliamento e abbellimento. Le decorazioni affrescati degli ambienti interni e della facciata sono di altissimo livello artistico. Dopo un lungo periodo di decadenza il palazzo fu utilizzato come carcere dal governo bavarese. Nel 1850 la struttura venne acquistata dalla Comunità Generale della Valle di Fiemme, che si impegnò ad restaurarla e a renderla accessibile alla popolazione.

CONTATTI & INFORMAZIONI UTILI:

APT Valle di Fiemme
0462 241111
info@visitfiemme.it

Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, Cavalese
Aperto sabato dalle ore 15 alle ore 19
0462 340812
palazzo@mcfiemme.eu
http://www.palazzomagnifica.eu/it/news/251/apertura-palazzo.html

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