Rolando Iiriti

Il team dell'Euroregione ha intervistato Rolando Iiriti, presidente dell’associazione AGEBI di Trento, sul tema del plurilinguismo e delle opportunità che ne derivano per il territorio dell'Euregio.

Domanda 1) Cosa significa per Lei l'Euroregione?

E’ una somma di tre entità politiche, culturali e linguistiche ma con un passato in comune e un futuro che sempre più ci vedrà assieme. Abbiamo un secolo fa iniziato una guerra catastrofica che ci ha tremendamente diviso, ora abbiamo il dovere in primis come cittadini di onorare i tanti morti facendone un territorio di pace. Non ci può essere una condivisione di intenti se non ci si conosce bene e questo avviene solo se riusciamo a comprenderci e a parlarci: questo è secondo me il primo motivo per cui tutti i cittadini dell’Euregio dovrebbero parlare le lingue ufficiali.

Domanda 2) L’Euregio ha assunto l’impegno di diventare, entro il 2020, un territorio bilingue. Per raggiungere questo traguardo, quali passi, secondo Lei, devono ancora essere fatti?

Mi lasci dire innanzitutto un grande plauso ai tre Lander che hanno assunto questo impegno. C’è molto da fare in tutti e tre i territori. L’Alto Adige-Sudtirol è sicuramente avvantaggiato e si sta muovendo bene, Trentino e Tirol fanno delle sperimentazioni molto belle ma non riescono a strutturare nel sistema scolastico questo impegno in realtà. La scuola è la base per poter raggiungere questo obiettivo, con una metodologia appropriata non sarebbe difficile, ma anche tutta la società dovrebbe essere aperta al plurilinguismo: dai cinema alla televisione, dalla segnaletica stradale ai siti istituzionali e culturali.

Domanda 3) Che vantaggi derivano, secondo il Suo parere, da una realtà di multilinguismo nelle scuole, nelle istituzioni culturali e nei luoghi di lavoro e di scambio?

Sicuramente più una società è strutturata su persone plurilingue più duttilità, dinamicità, capacità relazionali ci sono. Questa crisi economica che ha colpito molto più la provincia di Trento che l’Alto Adige ne è una dimostrazione. Le aziende sudtirolesi avevano, ed hanno, con molta più facilità la possibilità di aprirsi al mercato tedesco e del nord Europa. I dati sono nel rapporto delle tre camere di commercio dell’Euregio in cui si auspica proprio una maggiore dimestichezza nelle lingue come una via per uscire meglio da questa situazione stagnante dell’economia.

Domanda 4) Qual è stata l'esperienza più significativa nel suo lavoro con i giovani?

Sono attualmente il presidente di un’associazione AGEBI –associazione genitori per un’educazione bilingue con sede a Trento che ad oggi ha più di 300 soci, siamo nati per “aiutare” la scuola di Cognola gemellata con la scuola Innere Stadt di Innsbruck da un protocollo di intesa fra i due Länder, da li abbiamo ampliato il raggio d’azione sia territoriale ma anche di iniziative. Corsi di lingue per genitori, vacanze studio in Baviera per dare la possibilità ai nostri bambini (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) di avere un contatto diretto con i loro coetanei ed avere quello stimolo in più per apprendere il tedesco. Diamo sicuramente per scontato che la conoscenza della lingua inglese per tutte le nuove generazioni dovrà essere un requisito fondamentale ma non qualificante, in quanto scontato più o meno a livello mondiale. Sull’esperienza più significativa posso citarne tre: una personale legata all’apprendimento di mia figlia, cresciuta in un ambiente monoligue e che successivamente ha frequentato la scuola bilingue di Cognola; quando ho scoperto in uno degli incontri con i coetanei di Innsbruck che giocavano tranquillamente fra loro e ognuno parlava nella propria lingua e si capivano perfettamente. Fino a quel momento non aveva dato segnali di capire il tedesco (al di la di quello che ci dicevano gli insegnanti); un secondo è l’esperienza in Germania di una nostra socia che portava il proprio figlio alla scuola dell’infanzia e dopo tre giorni suo figlio dice alla mamma un po’ stupito ma sai che in questa scuola non parlano italiano? La terza è di due nipoti che sono andati in ferie con le nonne, una italiana e l’altra ungherese, hanno dovuto fare i mediatori linguistici in quanto le nonne non conoscevano l’altra lingua e si sono divertiti un mondo a fare degli scherzi alle stesse!

Domanda 5) Quale sviluppo si auspica dall'Euregio oltre la pratica quotidiana del bilinguismo?

La pratica quotidiana del bilinguismo non può prescindere dal radicamento nel sistema scolastico. Senza entrare in considerazioni di tipo politico, l’Euregio, nel suo ruolo di coordinatore del processo di diffusione del bilinguismo, dovrebbe promuovere un impegno concreto da parte dei tre Länder in base al quale:

  • siano decisi protocolli comuni per la formazione didattica uniforme secondo metodo Clil, tenuto conto degli specifici protocolli derivanti dai rispettivi ordinamenti scolastici
  • ratificati accordi strutturali tra i vari Dipartimenti scolastici e per lo scambio di docenti di madre lingua
  • vi sia l’obbligo ad impegnare stanziamenti paritetici o proporzionali al fabbisogno effettivo di insegnanti di madre lingua
  • vi siano accordi collaborazione tra le Università per l’insegnamento plurilingue
  • vi siano accordi di collaborazione tra le CCIAA (Camere di commercio industria artigianato e agricoltura) e il sistema delle imprese
  • sia ammesso l’uso delle due lingue nel deposito degli atti amministrativi (facoltativo in una lingua o nell’altra, ovvero in entrambe come attualmente avviene nella Provincia di Bolzano)

Detto ciò l’Euregio potrebbe incentivare maggiormente opportunità di incontro fra ragazzi, l’idea dell’Euregio Summer camp, per i ragazzi delle medie dei tre Länder, a Novacella è stata molto apprezzata sia dai ragazzi, quindi dalle famiglie, e se possibile bisognerebbe riuscire ad ampliare l’offerta, magari cercando anche di coinvolgere le famiglie stesse. Stesso discorso vale anche per la festa della gioventù organizzato per i ragazzi delle scuole superiori. Dove in alcuni giorni itineranti i nostri giovani, incontrando esperti, hanno la possibilità di approfondire una tematica, conoscere meglio il nostro territorio, fare nuove amicizie e avere un’opportunità in più di “usare” la lingua del nostro vicino.

Le motivazioni che hanno spinto a fondare l'associazione AGEBI sono state essenzialmente PER e non contro qualche cosa:

  • PER far sentire la voce delle famiglie coinvolte;
  • PER dare aiuto e sostegno alla scuola;
  • PER interagire con gli Enti pubblici coinvolti;
  • PER creare occasioni di incontro e di scambio
  • PER avere una società più plurilingue

Un’altra idea potrebbe anche essere il favorire e incentivare forme di gemellaggio fra scuole dei tre Länder:

Contatto:

Rolando Iiriti

Presidente dell’associazione AGEBI

Via Ponte Alto 2/1

38100 - Cognola di Trento/Italia

cell.: 349 83 64 890

e-mail: info@agebi.it

http://www.agebi.it 

Curriculum vitae

  • nasce  ad Arco (TN) nel 1962
  • sposato e padre di tre figli
  • titolo di studio: perito elettronico
  • professione: bibliotecario presso il centro documentazione specializzato in problematiche sociali dell'Istituto regionale di studi e ricerca sociale di Trento  
  • fonda nel 2007 l'associazione AGEBI (Associazione genitori per un'educazione bilingue), di cui è presidente

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