Euregio premio giovani ricercatori 2015

Progetto follow-up delle finaliste dell’Euregio Premio Giovani Ricercatori 2015.

L'organizzazione dell’accoglienza e assistenza di rifugiati e richiedenti protezione internazionale stanziali e in transito nelle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e la Regione Tirolo, e dell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino.

III. Update - Abstact (aprile 2016)

Il terzo update ha ad oggetto un confronto tra le strutture di accoglienza per i richiedenti d’asilo in Tirolo e Alto Adige. Il sistema dell’accoglienza dei richiedenti d’asilo in Tirolo si differenzia radicalmente da quello per l'Alto Adige per quanto riguarda il numero di persone che richiedono asilo: nel 2016 è stata superato il livello di 6000 persone, mentre in Alto Adige la soglia di 1000 persone richiedendo asilo non è stata ancora raggiunta.

Le strutture di accoglienza si presentano come analoghe nelle due regioni, e si dividono in strutture di accoglienza primarie e strutture di accoglienza secondarie. Le strutture in sé e il lavoro al loro interno hanno visto un decremento di qualità nel 2015. Infatti, nello steso anno, a causa di un drastico incremento di richiedenti d’asilo in tutta l’Europa, si è osservato un rapido aumento delle sistemazioni con una fase di preparazione relativamente breve e senza una pianificazione a lungo termine.

II Update Gracy Pelacani Febbraio 2016

I. Un difficile equilibrio tra le strategie nazionali e dell'Unione europea. I recenti sviluppi.

La rilevanza del ruolo del GECT “Euregio Tirolo-Altro Adige-Trentino", e della necessità di incrementare progressivamente gli ambiti di collaborazione tra questi territori, ha portato all'espressione da parte dei presidenti delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e della Regione Tirolo della volontà di agire in modo coordinato nell'affrontare lo straordinario flusso di persone richiedenti protezione internazionale nell'Unione europea. Il GECT ha, pertanto, adottato una delibera (15 febbraio) in cui esprime la posizione comune che intende sostenere con i rispettivi governi nazionali riguardo l'adozione nei mesi a seguire di misure volte alla gestione di questi arrivi in costante aumento .

Nel comprendere la straordinarietà della situazione, e l'imprescindibile necessità di effettuare controlli efficaci alle frontiere esterne dell'Unione europea, si rimarca con forza il ruolo cruciale del valico del Brennero per i territori dell'Euregio, e la necessità di non pregiudicare il principio della libera circolazione, fondamento dell'Unione stessa e dell'area Schengen, con l'adozione di misure nazionali non coordinate con gli Stati confinanti e interessati dai medesimi flussi.

L'espressione della posizione comune da parte del GECT, arriva in un momento in cui, al contrario, si susseguono annunci da parte dei governi degli Stati dell'Unione più toccati da questo flusso straordinario, di voler adottare misure al fine di ridurre di molto i numeri di richiedenti protezione internazionale registrati negli ultimi due anni. Preoccupa di queste dichiarazioni soprattutto il loro collocarsi al di fuori di una strategia condivisa tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea (UE).

È il flusso di persone che giungono nell'Unione attraverso la rotta dei Balcani occidentali (Grecia, Macedonia, Serbia e Ungheria, i paesi di più intenso transito) a destare maggiori preoccupazioni. Si comprende, allora, come a dare inizio alle dichiarazioni di questi ultimi giorni siano stati gli Stati UE riuniti nel gruppo Visegrad 4 (Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Polonia). Nei mesi a seguire, questi Stati annunciano di voler concentrare gli sforzi sulla chiusura dei confini di Bulgaria e Macedonia, se le ultime misure adottate dall'Unione europea non avranno l'effetto di rendere credibili ed efficaci i controlli dei propri confini da parte della Grecia, e di diminuire il flusso di persone provenienti dalla Turchia.

A queste dichiarazioni hanno fatto seguito quelle del governo austriaco, che ha annunciato l'introduzione di controlli in dodici valichi di frontiera nei Lander del Tirolo, Carinzia, Styria e Burgenland (ai confini sloveno e italiano), l'introduzione di un tetto massimo giornaliero per gli ingressi tramite il valico di Spielfeld (80 richieste di protezione internazionale al giorno, 3,200 persone in transito per la Germania), sul confine austro-sloveno, e di predisporsi ad accettare non più di 37,500 domande di protezione internazionale nel 2016, a fronte delle 90,000 circa ricevute nel 2015. Inoltre, occorre ricordare che l'Austria sta attualmente utilizzando la possibilità di reintrodurre per un tempo limitato i controlli alle frontiere interne per gli Stati parte dell'Area Schengen . Dal 16 novembre 2015 al 16 marzo 2016, con particolare riguardo per i confini austro-sloveni, l'attraversamento dei confini sarà possibile solo attraverso determinati valichi di frontiera. La misura si giustifica per l'ingente e continuo afflusso di richiedenti protezione internazionale .

È chiaro come ogni iniziativa intrapresa da ognuno degli Stati che si trovano su questa rotta abbia effetti a catena su quelle adottate dagli Stati confinanti e sulla direzione dei flussi. Infatti, è alla luce di questo contesto e possibile scenario futuro che va letta la delibera del GECT in cui già si tengono in considerazione quelle che potrebbero essere le conseguenze per i territori dell'Euregio se la rotta balcanica dovesse spostarsi più a ovest, portando le persone a proseguire il loro viaggio verso il nord-Europa tramite Slovenia e Italia.

Fanno da contraltare a queste dichiarazioni quelle del Consiglio dell'Unione europea riunitosi in questi giorni a Bruxelles (18-19 febbraio). Risaltano, in particolare, le richieste di restaurare in modo concertato il pieno funzionamento dell'area Schengen assistendo quegli Stati che si trovano sottoposti a maggiori pressioni. Dall'altro, gli ingressi irregolari tramite la rotta dei Balcani occidentali e la mancanza di coordinamento tra le misure adottate dai paesi che su questa si trovano sono motivo di apprensione anche, ma non solo, per gli effetti a catena sugli Stati confinanti. Inoltre, si preannuncia la necessità di adottare soluzioni rapide per il caso in cui questa rotta dovesse modificare il suo corso. Su tutto, si staglia l'accento posto sulla necessità di diminuire i flussi - ed è qui che il ruolo della Turchia si fa imprescindibile - proteggere i confini esterni dell'UE in modo efficace, ridurre gli ingressi irregolari e restaurare il pieno funzionamento dell'area Schengen.´

Di queste affermazioni troviamo eco nella delibera del GECT, nella quale si chiede che le procedure di registrazione ed identificazione delle persone siano efficaci ed effettive nel momento in cui avviene l'ingresso nell'Unione europea, e che a queste si affianchi un realistico piano di reinsediamento dei richiedenti protezione internazionale tra tutti gli Stati membri dell'Unione in modo da non creare situazioni difficile ai confini per alcuni Stati, come al contrario è avvenuto in quest'anno appena trascorso.

II. Accoglienza e riconoscimento della protezione internazionale nei territori dell'Euregio.

Austria e Italia sono accomunate da recenti riforme legislative delle norme nazionali che disciplinano l'accoglienza e la procedura per il riconoscimento e la revoca dello status di protezione internazionale. Infatti, le ultime modifiche ai precedenti regimi sono dovute, in entrambi i casi, allo scadere dei termini, il 20 luglio 2015, per la trasposizione delle Direttive (rifuse) cd. Accoglienza (2013/33/UE) e Procedure (2013/32/UE).

Già nel gennaio del 2014, l'Austria aveva riformato il proprio sistema d'asilo riunendo in capo a un unico organo (Agenzia federale per l'immigrazione e l'asilo - BFA) competenze in merito al riconoscimento della protezione internazionale, accoglienza a livello federale, rilascio di permessi di soggiorno per motivi umanitari e alcune competenze prima in capo alla Fremdenpolizei. L'obiettivo era quello di giungere a decisioni più rapide e a una migliore gestione delle domande di protezione internazionale.

Della riforma del luglio 2015, è importante sottolineare l'eliminazione dell'obbligo di permanenza nei (soli) due centri di prima accoglienza (Erstaufnahmestellen, EAST) a Traiskirchen e Thalham). Ora, coloro che intendono fare domanda di riconoscimento di protezione internazionale possono recarsi o essere trasferiti nei centri di accoglienza istituiti nei Lander (Verteilungsquartiere, VQ)dove formalizzare la loro domanda, dopo aver inizialmente manifestato questa intenzione a un agente di polizia. È precisamente la polizia la parte incaricata di condurre una prima intervista (Erstbefragung) dalla quale redigerà un report sulla cui base il BFA adotterà una prima decisione: di ammissione della domanda, e di conseguente trasferimento a un EAST o VQ, oppure di trasferimento (nei casi in cui un altro Stato membro risulti essere competente secondo il Regolamento di Dublino III).

Allo stesso tempo, si è provveduto a creare un sistema di quote (dispersione) sulla base del quale ogni Land deve accettare un certo numero di richiedenti in proporzione alla sua popolazione. Questo è volto a distribuire la responsabilità e il carico in modo omogeneo ed equilibrato su tutto il territorio ed a evitare la concentrazione dei richiedenti in grandi centri e il loro sovraffollamento.

Generalmente, un richiedente permane nei centri di prima accoglienza federali per il tempo in cui si decide l'ammissione della sua domanda, e viene poi trasferito a uno dei centri regionali ove l'esito sia positivo, e la sua domanda sia, quindi, ammessa. A fronte del forte aumento di domande avutosi nel 2015 - 90,000 circa - (28,027 nel 2014 e 17,503 nel 2013) - i posti a disposizione nei centri di accoglienza sono aumentati dai 30,000 del 2014 ai circa 72,000 di fine novembre 2015 .

L'Austria, però, non è solo la meta finale per molti richiedenti protezione internazionale, ma anche territorio di transito per coloro che intendono fare domanda in Stati del nord-Europa, in primis, la Germania. Pertanto, sono stati istituiti centri ad hoc per le persone in transito con tra i 15,000 e 20,000 posti a disposizione. Nonostante il loro essere riservati a richiedenti in transito, risulta che molti posti messi a disposizione in questi centri sono stati, in realtà, utilizzati per fornire una prima accoglienza ai richiedenti protezione in Austria a causa della penuria di posti disponibili nei centri a questi dedicati.

Dal suo canto, l'Italia ha riformato parte della sua normativa sull'asilo, anch'essa per trasporre le due direttive sopra nominate, con il decreto legislativo n. 142/2015 . Il decreto ha istituzionalizzato il sistema di accoglienza di fatto creatosi in questi ultimi anni sulla scia del programma "Emergenza Nord-Africa", dell'operazione "Mare Nostrum" e del Piano nazionale del 10 luglio 2014 nell'ambito della Conferenza Unificata tra il governo, le regioni e gli enti locali per fronteggiare l'afflusso straordinario di migranti .

Il sistema si articola in tre fasi. Una fase preliminare di soccorso, accoglienza e identificazione degli stranieri che avviene nei centri di primo soccorso e assistenza (CPSA) istituiti nei luoghi di maggiore arrivo/sbarco. Una seconda fase, cd. di prima accoglienza, ha luogo nei nove centri governativi di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) dove si procede all'identificazione, si formalizza la domanda di protezione internazionale e vengono fatti ulteriori controlli medici. Infine, l'ultima fase è quella di accoglienza dei richiedenti privi di propri mezzi di sussistenza nei progetti parte del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Si ha diritto all'accoglienza per tutta la durata dell'esame della domanda di protezione (ad oggi, 14 mesi circa) e, eventualmente, fino alla decisione del ricorso contro una decisione negativa. Nel caso in cui non ci siano posti sufficienti nei CARA o nei progetti SPRAR sarà il Prefetto a individuare strutture temporanea di accoglienza .

È importante sottolineare, però, che mentre la provincia di Trento ha aderito allo SPRAR nel 2006 - l'adesione degli enti locali avviene su base volontaria - ed ora conta con 150 posti su tutto il territorio, la provincia di Bolzano non ha aderito, e gestisce autonomamente, tramite associazioni non-profit, gli attuali 14 centri di accoglienza presenti sul territorio provinciale.

Accanto al sistema ordinario di accoglienza, sussiste quello straordinario istituto per fare fronte al crescente numero di sbarchi sulle coste italiane dall'autunno del 2013 a cui è seguito il lancio dell'operazione "Mare Nostrum", dal 18 ottobre al 31 ottobre 2014, e di dell'operazione "Triton" successivamente, sotto la responsabilità di Frontex (l'agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea).

Rispetto alle restanti regioni, le due province autonome di Trento e Bolzano, sulla base delle loro competenze in materia migratoria, hanno ognuna sottoscritto un protocollo di intesa con il Commissariato del Governo per gestire l'accoglienza delle persone giunte sulle coste italiane e ricollocate nelle rispettive province. Questa intensa consente di disporre di un ampio margine di autonomia in relazione alla distribuzione dei richiedenti sul territorio, mentre nelle restanti regioni è direttamente il Prefetto a farsi carico della collocazione delle persone sul territorio regionale.

Infine, soprattutto la provincia di Bolzano, così come il Tirolo, sono territori non solo di destinazione ma anche di transito per richiedenti asilo che non desiderano fare domanda di protezione internazionale in Italia. Per costoro sono stati istituti centri di appoggio presso le stazioni ferroviarie di Bolzano e del Brennero per fornire un minimo di accoglienza per il breve tempo in cui vi sostano.

Le difficoltà dei due paesi nel far fronte all'accoglienza del sempre crescente numero di richiedenti protezione internazionale e persone in transito è evidente, così come lo sono gli sforzi fatti per mettere a regime sistemi nazionali non nati né concepiti per affrontare una situazione con queste dimensioni e complessità. Non può essere che accolta positivamente la volontà dei territori dell'Euregio di adottare una posizione e strategia comune a fronte di un fenomeno che si prospetta di lungo termine, e la cui gestione non coordinata - come dimostra l'attuale situazione a livello europeo - è un percorso da evitare.

Prossimo update: metà Marzo 2016

• Dr. Claudia Lintner (Università di Bolzano)

• BA Manuela Luisa Meusburger (Management Center Innsbruck)

Contatti ed informazioni: gracy.pelacani@upf.edu o gracy.pelacani@unitn.it

Richiedenti protezione internazionale e rifugiati nell’Euregio Tirolo - Alto Adige – Trentino.

Nel 2015 rifugiati e richiedenti protezione internazionale sono diventati un tema centrale non solo nell’Unione Europea ma anche nelle zone dell’Euregio „Tirolo – Alto Adige – Trentino“. Questi richiedenti, che arrivano in Europa attraversando il Mediterraneo, aspirano per lo più a continuare verso i paesi del nord Europa; così, dal 2014, e soprattutto dalla primavera 2015il passo del Brennero e l’Euregio sono divenuti una centrale „cruna dell’ago“ per molte persone in fuga. Però, sia le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, come anche la Regione Tirolo, già a partire dagli anni 90 avevano accolto rifugiati provenienti dall’Albania, e dopo il conflitto del Kosovo nel 1998/1999 quelli provenienti da questa regione. Anche dopo la così detta „emergenza Nordafrica“, dichiarata dopo lo scoppio della guerra in Libia nel 2011, persone in fuga da diversi stati africani sono arrivati nell’Euregio.

La situazione attuale si distingue però dal passato in relazione ai rifugiati e richiedenti protezione internazionale che si sono fermati nell’Euregio o erano in transito, non solo per quanto riguarda il loro numero: nel 2011 nella Regione Tirolo abitavano 1.231 richiedenti protezione internazionale aventi diritto ai servizi di base[1], mentre il 01.12.2015 erano 5.000 richiedenti ai quali si dovrebbero aggiungere circa ulteriori 2.000 fino alla fine del anno.[2] L’Alto Adige e il Trentino fino al Dicembre 2012 hanno accolto rispettivamente 452 e 430 richiedenti; nel 2015, ca. questa cifra è raddoppiata[3].

Bisogna, però, distinguere tra le persone che fuggendo verso paesi dell'Europa centrale e del Nord-Europa passano attraverso l’Euregio (i così detti richiedenti in transito) e i richiedenti protezione internazionale che si stabiliscono volontariamente nell’Euregio per lo meno fino alla fine della procedura di domanda di protezione, o vengono assegnati alle zone dell’Euregio sulla base delle rispettive chiavi di ripartizione nazionale.

L’amministrazione della Regione Tirolo parte dal presupposto che un numero di persone che varia, nei mesi invernali, da 200 a 300 ca. e nei mesi estivi da 300 a 600 hanno provato a oltrepassare il Brennero giornalmente, soprattutto con il treno. Anche se la meta della maggior parte di questi richiedenti in transito sono la Germania o altri paesi del nord dell’Unione Europea, sono in primo luogo l’Italia, ma anche l’Austria, a causa del regolamento Dublino III, i responsabili per la registrazione e l’accoglienza di queste persone. La possibilità di proseguire verso la Germania è stato interdetta a seguito di una collaborazione trilaterale tra la polizia tedesca, austriaca e italiana. Per questo motivo, soprattutto la stazione ferroviaria del Brennero, ma anche quelle di Bolzano, Trento e Innsbruck sono diventate un centrale punto di riferimento per le persone in fuga.

Contemporaneamente, nel 2015, alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Tirolo sono stati assegnati richiedenti protezione internazionale secondo la chiave di ripartizione nazionale.. La tabella 1 riassume i richiedenti protezione attualmente risedenti nell’Euregio.

Tabella 1: Stato attuale di richiedenti di asilo politico nell’Euregio „Tirolo – Alto Adige – Trentino“ (01.12.2015)

 

Trentino

Alto Adige

Tirolo

Euregio totale

Popolazione totale (stato 2015)

537.416

(ISPAT, 01.01.2015)

519.145

(30.06.2015 – ASTAT)

728.500

(Camera del commercio Austria)

1.785.061

Richiedenti di asilo politico residenti (01.12.2015)

905

875

5.000

6.780

Quota di richiedenti di asilo politico (popolazione totale della provincia/regione)

(01.12.2015)

0.17%

0.17%

0.69%

0.38%

(Dati: Abteilung Innerer Dienst Tirol; Ripartizione politiche sociali della Provincia Autonoma di Bolzano; Cinformi Trento)

Il passaggio di richiedenti in transito, come anche l’accoglienza degli stessi, pongono sia le Provincie Autonome di Trento e Bolzano come anche la Regione Tirolo davanti a nuove sfide. Il passo del Brennero, come frontiera tra due Stati è diventato un elemento centrale e la collaborazione delle due Provincie Autonome con la Regione Tirolo, di conseguenza, sempre più importante.

Un progetto di ricerca, svolto da quattro giovani ricercatrici dell’Euregio (e finanziato dall’Euregio) si propone di evidenziare e analizzare l’organizzazione e l’amministrazione dell’accoglienza e del transito dei richiedenti protezione internazionale e dei rifugiati nell’Euregio „Tirolo – Alto Adige – Trentino“.

Il progetto di ricerca dell’Euregio: Richiedenti protezione internazionale e rifugiati nell’Euregio „Tirolo – Alto Adige – Trentino“.

L’obiettivo del progetto è, in primo luogo, illustrare il quadro legale per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale nelle tre zone dell’Euregio, e analizzare fino a che punto il GECT „Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino“ renda possibile un’organizzazione comune dell’accoglienza e del transito. Il progetto, inoltre, analizza sia la collaborazione istituzionale come anche lo scambio tra le autorità competenti nelle tre zone dell’Euregio. Infine, basandosi sulle attività e iniziative di comuni, associazioni o centri di accoglienza presenti nelle tre zone, studia le sfide e le difficoltà attualmente esistenti, come anche le differenze nell’organizzazione e amministrazione dell’accoglienza di richiedenti protezione internazionale nell’Euregio.

Il progetto si rivolge, in egual modo, alla popolazione dell’Euregio, come anche agli attori in questo campo e non vuole solo informare ma anche portare lo stimolo per un’azione transfrontaliera.

Riferiremo mensilmente sui progressi nella ricerca sull’organizzazione e l’amministrazione dei richiedenti protezione internazionele e rifugiati nell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino su questo sito internet.

Il 21.04.2016 presenteremo i primi risultati nell'ambito della seduta congiunta delle tre assemblee legislative a Trento, prima che i risultati finali vengano presentati poi in giugno 2016 nei centri di ricerca centrali dell’Euregio.

Partecipanti al progetto

Quattro delle sei finaliste dell’Euregio premio giovani ricercatori 2015:

  • Dr. Gracy Pelacani (Università Pompeu Fabra, Barcelona e Università di Trento)
  • Verena Wisthaler (EURAC, Bolzano e Università Leicester)
  • Dr. Claudia Lintner (Università di Bolzano)
  • BA Manuela Luisa Meusburger (Management Center Innsbruck)

Prospettiva – prossimo Update fine gennaio 2015:

Le possibilità legislative delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e la Regione Tirolo, e dell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino nell’organizzazione dell’accoglienza e assistenza di rifugiati e richiedenti protezione internazionale stanziali e in transito.

Contatto ed ulteriori informazioni: verena.wisthaler@eurac.edu



[1] Dati Asylkoordination Österreich, 31.12.2011.

[2] Dietmar Schennach, stellvertretender Landesamtsdirektor „Innerer Dienst“, 30.11.2015.

[3] Elisabeth Tauber, „Sehen und Gesehen werden“, brochure dell’omonima esposizione, Bolzano 2013, pag. 16.

 

Euregio premio giovani ricercatori
delle Camere di commercio dell'EUREGIO Tirolo-Alto Adige-Trentino"

 

La Giornata del Tirolo del Forum Europeo Alpbach è diventata, negli ultimi anni, un momento d’incontro e un´autentica vetrina per il mondo della ricerca nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, nuova casa comune: integrazione anziché esclusione”: questo il tema dell’edizione 2015.

L’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino già da tempo si confronta con questioni legate all’integrazione. L’afflusso di persone provenienti da Paesi diversi innesca un processo di cambiamento che interessa tutti i soggetti coinvolti. La convivenza con persone di lingua, religione, concezione di vita, cultura e identità diversa comporta dei rischi, ma offre anche notevoli opportunità. La Giornata del Tirolo è l’occasione per mettere a fuoco tali opportunità e rischi cercando di individuare le strutture e le istituzioni necessarie per favorire la riuscita del processo di integrazione. L’attenzione sarà rivolta ai valori portanti della nostra società, tolleranza, diritti umani e tutele sociali per tutti. Sarà approfondito, in particolare, il ruolo dell’istruzione nei processi di integrazione.

Per la quarta volta consecutiva, anche quest'anno verrano invitati dei giovani ricercatori provenienti dal territorio dell’Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino, che presenteranno i loro progetti e si confronteranno con rinomati scienziati e con i rappresentanti politici.

 

Le vincatrici:

1° classificato ex aeqo (2.000,00 Euro):

dott.ssa Gracy Pelacani, Scuola di dottorato in Studi giuridici comparati edeuropei, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Trento

“Learning from experience: from minority protection to integration”

The research project adopts a concentric approach and analyses the challenge of integration considering three - complementary - aspects. First, it engages in a comparison between the concept of old historical minorities and new minorities. Second, it analyses the recent revival of the integration requirement within naturalisation policies in Belgium. Third, it analyses the role of language within the context of migration.

 

Verena Wisthaler, M.A., Institute for Minority Rights, EURAC Bozen-Bolzano/University of Leicester

“Whose heimat? Inclusive and exclusive approaches to immigration in South Tyrol, Corsica, the Basque Country, Wales and Scotland”

The research project proposes a theoretical framework to study how perceptions of heimat change in sub-state territories once confronted with immigration. The research argues that the relations between the sub-state territory and the wider state determine to a large extent whether the collective identity of a minority evolves into an opening or a closure vis-à-vis newcomers. It raises the hypothesis that the smoother and better the relations between minority and majority or between minority region and state, the more open and inclusive heimat is defined and empirically validates this hypothesis through a qualitative comparison of party manifestos, thematic documents on immigration, integration policies and laws in South Tyrol, Corsica, Basque, Scotland and Wales from 1992-2012.

Euregio JungforscherInnenpreis 2015

da sinistra: Il Presidente della Camera di commercio di Bolzano Michl Ebner, Verena Wisthaler (EURAC Bolzano), Gracy Pelacani (Università di Trento) insieme con il Presidente della giuria Prof. Konrad Bergmeister Foto: Land Tirolo

Il bando:

Giornata del Tirolo 2015: “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, nuova casa comune: integrazione anziché esclusione”, 22-23 agosto 2015
Premi:



1° classificato: 2.000,00 Euro

2°- 6° classificato: un buono per persona per partecipare al Forum Europeo Alpbach 2016

Target:









Giovani ricercatori fino ai 35 anni compiuti (i nati dopo al 23.08.1980) che lavorano scientificamente sul tema “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, nuova casa comune: integrazione anziché esclusione” e/o operano

  • nelle università ed istituti di ricerca nell‘Euregio oppure
  • provengono dall’Euregio e lavorano presso le università e istituti di ricerca in tutto il mondo.


Tematiche:




  • Ineguaglianza: Integrazione e lingua
  • Ineguaglianza: Integrazione, cultura e società
  • Ineguaglianza: Integrazione ed economia

Svolgimento:

Prima fase:

Presentazione di un riassunto in lingua inglese (max. 1 pagina DIN-A4) entro il 10 Giugno 2015.

Selezione:



Il comitato scientifico (giuria), composto da due esperti per ogni tematica, inviterà alla seconda fase due giovani ricercatori per ogni tema.Il comitato scientifico (giuria), composto da due esperti per ogni tematica, inviterà alla seconda fase due giovani ricercatori per ogni tema.

Seconda fase:











Presentazione di un abstract in lingua inglese del progetto scientifico (max. 4 pagine DIN-A4) entro il 19 luglio 2015. Presentazione e difesa del progetto scientifico in occasione del gruppo di lavoro dei giovani ricercatori della Giornata del Tirolo nell’ambito del Forum Europeo Alpbach, che si terrà in data 22 agosto 2015 dalle ore 11:00  alle ore 18:00. Il tutto da svolgersi in lingua inglese.  Ai finalisti verranno rimborsate le spese del viaggio di andata a Alpbach nonché un pernottamento in loco.

Il comitato scientifico valuterà i progetti nel corso della seconda fase,  prendendo in considerazione l´abstract proposto (50% del voto finale) nonché l’intervento e la discussione nel gruppo di lavoro dei giovani ricercatori (50% del voto finale).

Premiazione:


Premiazione del vincitore/della vincitrice in seguito al dibattito della Giornata del Tirolo, che si terrà in data 23 agosto 2015 dalle ore 11:30 alle ore 14:30.

Presentazione: research@europaregion.info

 

Contatto per chiarimenti:

Mag. Matthias Fink
Ufficio comune dell’Euregio
Segretariato generale del GECT „EUREGIO Tirolo-Alto Adige-Trentino“ 
Viale Druso 1, I-39100 Bolzano
Tel.: +39 0471 402026
Fax: +39 0471 405016 
E-Mail: matthias.fink@europaregion.info
Web: http://www.europaregion.info/youngresearcher

 

Download:

>> INFORMAZIONI - EUREGIO PREMIO GIOVANI RICERCATORI 2015 [PDF]

 

Links:

>> Il finale dell'Euregio Premio giovani ricercatori 2014


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