Borsa dei transiti alpini

Il team dell'Euregio parla con la Prof.ssa Astrid Epiney dell'Università di Fribourg in Svizzera sul nuovo studio dell'Euregio in merito alla fattibilità giuridica della Borsa dei transiti alpini, che è stata presentata nel contesto della Settimana della Mobilità internazionale a Innsbruck dal 23 al 27 giugno 2014. 

1) In base a quale sistema funziona la Borsa dei transiti alpini?

A un sistema relativamente semplice che prevede la determinazione di un numero massimo di transiti merci transalpini con la successiva messa all’asta dei relativi diritti. In una vendita all’asta il prezzo è determinato dall’interazione fra domanda e offerta e quindi risulta relativamente difficile da prevedere esattamente, poiché dipenderà naturalmente dal numero dei diritti di transito alpino.

2) A quali nuovi risultati ha portato lo studio dell’Euregio sulla Borsa dei transiti alpini?

A mio avviso il cosiddetto studio Legalp non tiene sufficientemente conto dei margini di azione a disposizione degli Stati membri, arrivando alla conclusione che una Borsa dei transiti alpini contrasterebbe con il diritto europeo. Io non condivido questa posizione.

3) Come è possibile conciliare la Borsa dei transiti alpini con il diritto comunitario?

L’evidente limitazione che si creerebbe nell’ambito del libero transito delle merci sarebbe però manifestamente e agevolmente giustificabile, in particolar modo dal punto di vista della tutela dell’ambiente, poiché si coniugherebbero tutela della salute e tutela dell’ambiente, obiettivi che spesso vanno di pari passo.

4) Quali strategie vanno attuate per realizzare una Borsa dei transiti alpini?

Numerose sono le strategie possibili per le quali naturalmente sarebbe ottimale poter agire a livello europeo, ad esempio in base a una direttiva. Ipotizzabile però è anche l’istituzione di accordi di diritto internazionale fra gli Stati dell’arco alpino, ovviamente con la necessaria inclusione anche della Svizzera.

5) Ha senso introdurre la Borsa dei transiti alpini solo in uno Stato dell’arco alpino?

No, secondo me non solo non avrebbe senso, ma mancherebbero anche i presupposti giuridici per questa ipotesi. Qualora la Borsa dei transiti alpini interessasse solo uno Stato, il flusso del trasporto evidentemente si sposterebbe sugli altri Stati, il che non avrebbe alcun senso proprio in termini di politica ambientale.

6) L’introduzione della Borsa dei transiti alpini è una questione giuridica o politica?

Ritengo che si tratti di una questione squisitamente politica: più i territori coinvolti riusciranno a incontrarsi e formulare richieste in merito e più si creeranno le condizioni affinché tale idea possa diventare realtà.

CONTATTO & ULTERIORI INFORMAZIONI:

Astrid Epiney
Professore ordinario

Cattedra per Diritto Europeo, Internazionale e Pubblico
Av. de Beauregard 11
1700 Fribourg CH
Tel.: +41 26 300 80 94
Büro: 2.202
astrid.epiney(@)unifr.ch

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